I disturbi della personalitá. Che cosa sono


Per adattarsi ad un ambiente complesso, ricco di stimoli e di problemi da affrontare, le persone hanno necessità di avere a propria disposizione delle strategie di soluzione adeguate alla situazione che devono affrontare e al contesto in cui si trovano. Possedere un’ampia varietà di caratteristiche e di strategie personali da utilizzare, come anche adottare diversi e molteplici ruoli e stili interpersonali di comportamento, consente alla persona di vivere meglio in società, di adattarsi ad essa e di proteggersi dalla sofferenza.
I pazienti che presentano un disturbo di personalità mancano proprio di questa flessibilità rispetto al contesto. In altre parole, questi soggetti presentano degli stili di pensiero e di comportamento rigidi ed immutabili nel tempo, nonostante cambino gli ambiti e le situazioni che si trovano ad affrontare; questo implica anche una difficile gestione dei rapporti con le altre persone.
Le difficoltà di gestione delle situazioni problematiche, la bassa capacità di adattamento all’ambiente e le difficoltà relazionali, inevitabilmente,  inducono la persona con disturbo di personalità a provare un forte disagio e una profonda sofferenza.
Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-IV TR) riporta la seguente classificazione dei disturbi di personalità:

L’approccio della terapia metacognitiva-interpersonale, recentemente sviluppata presso il Terzo Centro di Psicoterapia Cognitiva da Antonio Semerari, Giancarlo Dimaggio, Antonino Carcione, Giuseppe Nicolò e Michele Procacci, ha individuato alcuni elementi disfunzionali caratteristici di questi disturbi sui cui intervenire attraverso specifiche tecniche psicoterapeutiche.
Tali elementi tipici individuati sono i seguenti:

  1. gli stati interni di questi pazienti; la ricerca scientifica ha messo in evidenza la presenza di un insieme circoscritto di stati d’animo negativi e problematici (stati mentali problematici) che caratterizzano l’esperienza interna di questi pazienti;
  2. le abilità di riflessione sugli stati interni propri e altrui, in modo particolare la capacità di percepire e comprendere le proprie emozioni, i propri pensieri ed il loro variare in base a ciò che accade, la capacità di fare delle ipotesi plausibili sugli stati interni, le intenzioni e i comportamenti degli altri, la capacità di integrare tali esperienze all’interno di un pensiero coerente e le capacità di gestione della sofferenza (abilità metacognitive); la ricerca scientifica ha dimostrato che le persone con questo tipo di disturbi presentano delle difficoltà in queste aree di funzionamento e che queste disabilità differiscono in base al tipo di disturbo di personalità; ad esempio, i soggetti con disturbo narcisistico di personalità presentano una seria difficoltà a comprendere i propri stati interni e quelli delle altre persone, mentre coloro che soffrono di  disturbo borderline di personalità, sebbene siano abili a capire i propri stati interni e quelli degli altri, non riescono a mantenere un’idea stabile di loro stessi e delle altre persone a causa della difficoltà ad integrare ciò che provano e pensano in un momento con quello che provano e pensano in altri momenti;
  3. le dinamiche interpersonali che si vengono a creare tra questi soggetti e le persone con cui interagiscono; chi soffre di un disturbo di personalità, infatti, presenta delle modalità rigide di funzionamento interpersonale che sono di ostacolo nei rapporti con le altre persone e si trova, inconsapevolmente, a mettere in atto sempre gli stessi processi interpersonali disfunzionali nonostante il variare dei contesti e delle situazioni e la sofferenza che questi procurano (cicli interpersonali); ad esempio, una persona con disturbo dipendente di personalità può essere così attento agli altri da assecondare ripetutamente le persone nei loro bisogni e da dimenticare le proprie necessità e, nonostante ciò gli generi sofferenza, può continuare a rapportarsi in questo modo per anni, mantenendo nel tempo degli stati interni di costrizione e insoddisfazione personale.
  4. le modalità di decisione e di fare le scelte; tipicamente questi pazienti presentano delle modalità di fare le scelte che, anziché potenziare il benessere della persona, limitano la sua capacità di adattamento e di cambiamento.

La terapia metacognitiva-interpersonale si basa proprio sull’identificazione di quei vissuti interni che guidano le persone ad agire in modo rigido ed immutabile anche al variare dei contesti e sul potenziamento delle abilità metacognitive in cui i pazienti sono carenti, al fine di poterle lentamente modificare per migliorare la loro capacità di adattamento, le relazioni interpersonali ed il loro benessere.

Per saperne di più sui disturbi della personalitá

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I disturbi di personalità

Clarkin J.F., Lenzenweger M.F. (Eds.), 1997, Raffaello Cortina, Milano.

 

 

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I disturbi di Personalità. Modelli e trattamento. Stati mentali, metarappresentazione, cicli interpersonali

Dimaggio G.; Semerari A.; 2007; Laterza

 

 

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Psicoterapia delle personalità borderline

Clarkin John; Yeomans Frank E.; Kernberg Otto F.,2000; Cortina Raffaello

 

 

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Il trattamento basato sulla mentalizzazione. Psicoterapia con il paziente borderline

Bateman Anthony; Fonagy Peter, 2006, Cortina Raffaello

 

 

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Trattamento cognitivo-comportamentale de Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline

Linehan Marsha, 2001, Cortina Raffaello

 

 

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I processi interpersonali nella terapia cognitiva

Safran Jeremy D.; Segal Zindel V., 1993, Feltrinelli

 

 

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Teoria e pratica dell'alleanza terapeutica

Safran Jeremy D.; Muran J. Christopher, 2003, Laterza

 

 

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Psicoterapia cognitiva del paziente grave. Metacognizione e relazione terapeutica

Semerari A., 1999, Raffaello Cortina Editore, Milano.

 

 

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2013/10/28

WORKSHOP Il Disturbo Borderline di Personalità: La Dialectical Behavior Therapy – DBT - Reggio Calabria, 15-16-17 novembre 2013

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